Storia

Gestori ecclesiastici dall’anno 1320 sino ad oggi Nell’anno 1295, dopo che il localizzatore Jindřich (Enrico) aveva tracciato la pianta il re Václav (Venceslao) II ha fondato la città di Plzeň, poiché l’insediamento originale, oggi la città di Starý Plzenec, risultava ormai insufficiente dal punto di vista delle necessità di sicurezza e difesa. La città costituita ex novo è stata chiamata Nová Plzeň (Pilsen Nuova) e nello stesso momento sono stati costruiti la Chiesa di San Bartolomeo a due monasteri, uno per l’Ordine dei Dominicani e l’altro per i fratelli dell’Ordine di San Francesco.
Da chiesa parrocchiale fungeva a Nová Plzeň la Chiesa originariamente romanica di Tutti Santi sita nel paese di Malice che 1332; stato vivamente assediato molto prima della costituzione della citta 1324; nuova. Ancora per molti anni dopo la costruzione della Chiesa di San Bartolomeo, la Chiesa di Tutti Santi veniva chiamata „madre“ della Chiesa municipale. Nell’anno 1322 la Chiesa di San Bartolomeo è diventata la chiesa parrocchiale e la Chiesa di Tutti Santi una chiesa succursale. Entrambe due chiese sono state consegnate, in virtù alla decisione del re Giovanni Lussemburgo, all’Ordine dei Cavalieri tedeschi che operava qui e svolgeva la gestione ecclesiastica sino all’anno 1546.
La prima notizia sulla Chiesa di San Bartolomeo risale al 2 maggio 1307, quando il cittadino di Plzeň Wolfram Zwilinger ha lasciato alla città la propria bottega di essiccazione e la fabbrica di malto. E’ contemporaneamente la prima notizia sulle sante messe celebrate nella Chiesa, anche se la costruzione di essa non era ancora finita.
Uno dei primi parrochi menzionati risulta nell’anno 1320 Mikuláš Fridlinův, il quale era, come sembra, il parroco secolare. Dopo di lui seguivano i parrochi dall’Ordine già menzionato dei Cavalieri tedeschi. Essi occupavano diversi posti di predicatori, di cappellani ed altri costituiti pian piano presso la chiesa parrocchiale – vi erano da 6 sino a 10 sacerdoti. Gestivano anche l’ospedale di Santa Maria Maddalena costituito nell’anno 1320 dal cittadino Konrád di Dobřany fuori delle mura della città. Questo ospedale era mantenuto grazie alle diverse donazioni e lasciti. La chiesetta dell’ospedale è stata cessata e demolita nel periodo di regno di Giuseppe II alla fine del Settecento. La chiesa parrocchiale riceveva negli anni seguenti diversi privilegi. Per esempio nell’anno 1325 i vescovi Jakub e Štěpán hanno conferito, probabilmente sull’intervento di Jan (Giovanni) IV, vescovo di Praga i perdoni a quelli che avrebbero visitato la Chiesa di San Bartolomeo il giorno di questo santo ed in altri giorni importanti. Inoltre il 5 febbraio 1390 il pontefice Bonifazio ha concesso altri perdoni per quelli che sarebbero stati presenti per la festa nel giorno di Corpusdomini.
Nell’anno 1419, per effetto dell’azione del predicatore Václav Koranda, una parte dei cittadini di Plzeň ha consegnato la città a Jan (Giovanni) Žižka, condottiere ussita, però già nell’anno successivo la città è stata sopraffatta dall’esercito reale. Da allora la parte cattolica dominava nella città e si difendeva eroicamente contro gli attacchi degli Ussiti che avevano assediato la città numerose volte (1421, 1427, 1431 a 1433). Particolarmente memorabile è stato l’assedio degli Ussiti negli anni 1433–34 durante il quale i cittadini di Plzeň si sono difesi contro trentaseimila degli assediatori condotti da Prokop Veliký (Grande) e da Jan Čapek di Sány. Come scrive Ant. Podlaha. „Grande era la gloria che i cattolici di Plzeň hanno guadagnato presso i cattolici fedeli a casa ed all’estero“. I cittadini di Plzeň hanno inserito nello stemma della città la figura di cammello che doveva ricordare l’assalto fortunato del campo di nemico in occasione del quale sono riusciti a catturare questo bottino insolito. Ogni anno poi i cittadini di Plzeň festeggiavano solennemente l’anniversario della propria liberazione, cosiddetta „Nuova festa di Plzeň“. Durante i disaccordi tra il papa Paolo II ed il re Giorgio di Poděbrady nella metà del Quattrocento la Plzeň rimaneva fedele alla parte cattolica. Come segno di gratitudine il papa ha concesso alla città, nell’anno 1446, di inserire nello stemma della città due chiavi d’oro come se per la loro fedeltà volesse condividere con i cittadini di Plzeň anche lo stemma papale (le chiavi di San Pietro). Negli anni 1448–1453 e poi negli anni 1467–1478 il Capitolo metropolitano praghese si è trasferito a Plzeň. Uno dei canonici espletava la carica di arcidiacono di Plzeň. Così è accaduto che operavano contemporaneamente l’arcidiacono e il parroco di Plzeň dell’Ordine dei Cavalieri tedeschi.
Nell’anno 1534 il legato papale Petr Pavel Vergerius ha conferito al parroco di Plzeň Matouš Švihovský ed a tutti i suoi successori il diritto di portare e di vestire all’interno della città dentro la Chiesa parrocchiale, domenica e nei giorni di festa, la mitra, il pastorale, i guanti, l’anello, le scarpe ed altre insegne pontificali. Inoltre essi potevano, dopo la messa celebrata e dopo le altre cerimonie, impartire la benedizione pontificale. Dopo la morte di Matouš Švihovský nell’anno 1546 l’imperatore Ferdinando ha conferito al Comune di Plzeň il diritto di designare i parrochi per la Chiesa di San Bartolomeo che sinora apparteneva all’Ordine dei Cavalieri tedeschi. Da allora in carica dei parrochi venivano designati i sacerdoti secolari. Dopo aver ottenuto il diritto delle insegne pontificali i parrochi di Plzeň venivano solitamente chiamati „prelati“. Di regola succedeva che nella carica del parroco di Plzeň veniva nominato arcidiacono, quindi il titolo di arcidecano veniva poi unito alla carica del parroco di Plzeň.
Poco dopo che nella Boemia era arrivata la Compagnia di Gesù si discuteva la costituzione del Collegio e delle relative scuole a Plzeň. Doveva essere a loro ceduto il Monastero dei Dominicani, ma alla fine questa cosa non si è realizzata. In quel periodo i fedeli cattolici di Plzeň hanno ricevuto un grande riconoscimento e lodi dalla Sede Apostolica. Il Papa Gregorio XIII è venuto a sapere tramite elaborato di gesuita Ant. Possevino, con che cura ed impegno i cittadini di Plzeň difendevano la fede cattolica ed ha mandato a loro alcuni documenti concedendo a loro i perdoni plenari. Il Santo Padre ha preso inoltre Plzeň sotto la protezione speciale di San Pietro e Sede Apostolica ed ha concesso ai cittadini di Plzeň di inserire nel proprio stemma una croce con il motto „In hoc signo vinces“ ed un angelo che con il proprio mantello proteggeva l’intero stemma. Che i cittadini di Plzeň siano stati i cattolici fedeli risulta anche dal fatto che durante la Pasqua nell’anno 1578 a Plzeň hanno aderito alla comunione 14.000 persone. Dai tempi dell’imperatore Massimiliano questa situazione cominciava a peggiorare. Nella città hanno cominciato a venire i non cattolici ed alcuni di loro sono stati addirittura accettati tra i cittadini. Il loro numero aumentava nonostante la vigilanza dei cattolici ed alla fine il parroco stesso, Fabian è passato, nell’anno 1581, dalla fede cattolica a quella protestante.
I tempi difficili sono scattati a Plzeň dopo che il ceto protestante si è ribellato. In autunno nell’anno 1618 la nobiltà protestante ha mandato a Plzeň l’esercito condotto dal generale Mansfeld. La città si difendeva valorosamente contro l’esercito, però alla fine è ceduta al nemico il 21 novembre 1618. Il ceto ribellato ha dato a Plzeň la libertà di confessione protestante (calvinista). Nella Chiesa di San Bartolomeo si celebravano le messe calviniste, la chiesa francescana veniva utilizzata per i fini secolari a e la Chiesa di Tutti i Santi è stata trasformata nell’ovile. Ai cattolici era rimasta solo la chiesa dei Dominicani.
Solo nell’anno 1621 la ccità di Plzeň è stata liberata dai nemici – la guarnigione lasciatavi da Mansfeld ha consegnato la città all’esercito imperiale. Due anni dopo nunzio papale Karel (Carlo), ha santificato di nuovo le chiese di Plzeň disonorate dai calvinisti. Il cardinale Harrach ha cambiato la ripartizione della propria diocesi – al posto dei decanati sono stati creati i vicariati. Il titolo di Arcidecanato di Plzeň ha avuto quindi solo la funzione del titolo onorario della parrocchia di San Bartolomeo. Spesso succedeva che in carica dei vicari del vicariato di Plzeň appena costituito venivano designati gli arcidecani. Nel periodo degli imperatori Ferdinando III e Leopoldo I (2° metà del Seicento) si discuteva a Plzeň la costituzione del Vescovato. Per la resistenza dei cittadini di Plzeň che temevano di essere limitati nell’esercito del diritto di designare il parroco il vescovato non è stato costituito.
I due secoli successivi (in particolare poi l’Ottocento) erano caratterizzati da grande sviluppo urbanistico ed industriale della città. Dal punto di vista della storia ecclesiastica della città si tratta del periodo dei personaggi significanti degli arcidecani ( T. Kordík, J. Lindauer, A. Hlavan, A. Střízek), che si sono adoperati non solo per lo sviluppo della vita religiosa della città, ma hanno anche contribuito in modo notevole alla prosperità ed importanza della città in generale.
Per quanto riguarda il 20° secolo, dal punto di vista storico è stato trattato in modo superficiale ed incompleto. Un grosso trauma significava per la città la Seconda guerra mondiale durante la quale è stata bombardata una grossa parte della città e sono stati danneggiati o distrutti molti monumenti storici. L’era di comunismo ha rappresentato un altro disastro sia per la vita spirituale che per le condizioni dei monumenti storici nella città. All’inizio degli anni 50 molti monaci (dominicani, francescani, redentoristi) ad alcune decine di monache delle Sorelle di Notre Dame erano trasferiti da Plzeň in alcuni monasteri collettivi nella Boemia e Moravia. Nonostante ciò, grazie all’attività e coraggio di alcuni cappellani di Plzeň la vita cristiana a Plzeň non si è spenta, bensì aveva continuato, pur in forma limitata. Molto importanti per la vita spirituale della città erano le diverse comunità, soprattutto quelle che si univano per le preghiere in comune.
Alla fine Plzeň è comunque venuta a vedere non solo la fine del sistema totalitario ma anche la costituzione del Vescovato e ciò esattamente il 31 maggio 1993 sulla base della decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II. La cerimonia d’intronizzazione si è tenuta il 10 luglio dello stesso anno; il primo vescovo di Plzeň è diventato Mons. František Radkovský. Elaborato da ing. Pavel Ženíšek SDB